Populismo contro il popolo. Il “miracolo” del sanchismo secondo la sinistra cristiana spagnola

“La parola ‘democrazia’ è una di quelle più facilmente manipolabili e manipolate della storia. Tuttavia, la sua definizione classica rimane un punto di riferimento: ‘Potere del popolo, dal popolo e per il popolo’. Secondo questa definizione, la democrazia sarebbe ancora da inaugurarsi. E attualmente stiamo vivendo un periodo storico in cui la democrazia, spesso chiamata democrazia liberale, è in crisi e si stanno affermando nuove forme autocratiche e totalitarie di natura tecnologica e aziendale.”

Questo testo è messo in esergo a un articolo pubblicato da Solidaridad.net il 7 ottobre 2026 a firma di Luis Antúnez. Solidaridad.net è lo strumento di comunicazione di una formazione cattolica spagnola di tradizione progressista, costituitasi sulla tradizione  della Hermandad Obrera di Accion Catolica (HAC) di epoca franchista da cui è sorto negli anni ’80 il Movimiento Cultural Cristiano, promotore di molteplici iniziative di carattere sociale, per orientamento assimilabile a movimenti italiani quali le Acli o a gruppi come furono quelli della “Sinistra di base” della DC.

L’articolo in questione è di particolare rilevanza oggi e reca il titolo: “Pedro Sánchez: Populismo contro il popolo 5.0” ( https://solidaridad.net/pedro-sanchez-populismo-contra-el-pueblo-5-0/ ). Date le pie illusioni che tanta parte della sinistra italiana – e al suo interno persino chi proviene da una matrice cattolica – si ostina a mantenere sull’attuale capo del governo spagnolo, riprendiamo qui di seguito parti di tale articolo, nella speranza che possa aprire agli occhi almeno a qualcuno sui reali rischi di fronte ai quali si trova la Spagna attuale che, dalla morte di Francisco Franco, mai si è trovata, come si trova ora, di fronte a una prospettiva di ritorno a qualcosa che somigli a un regine dittatoriale.

Scrive Solildaridad.net: “Il populismo praticato dall’opposizione è molto dannoso, ma il populismo praticato dal potere, svalutando le istituzioni e distorcendone i processi, suole abbarbicarsi al potere, distruggendo la separazione dei poteri e la possibilità di avere un popolo emancipato e politicamente attivo”.

Il riferimento qui è in particolare alle iniziative intraprese dal governo Sanchez per assoggettare la Magistratura al Governo e, per ora, almeno parzialmente fallite. Ma l’articolo dà uleriori specificazioni analizzando la logica secondo la quale si muove attualmente Sanchez nel contesto dell’incipiente campagna elettorale.

1 Usa il tema della casa per mobilitare le masse a suo favore (come se non fosse stato al governo da otto anni ormai). È come un novello pifferaio di Hamelin “che cerca di conquistare con la sua musica i giovani che stanno vivendo una vera e propria crisi sociale ed economica e che sono stati ignorati sia da questo governo che dai precedenti” mentre allo stesso tempo cerca di dividere il campo politico in due fazioni opposte: “il popolo” (i nostri, gli esclusi) contro “le élite”. Ma “Pedro Sánchez ha usato lo slogan ‘o le élite o io’ in molte occasioni, una delle quali durante le famose elezioni primarie… E tuttavia il Primo Ministro ha rispettato per 8 anni la situazione imposta da quelle élite nel mercato immobiliare”.

In altri termini: Sanchez da anni tiene bordone ai grossi immobiliaristi, e ora si presenta come difensore di chi non ha casa: una contraddizione. Ma Sanchez ha abituato da tempo gli spagnoli al mare di contraddizioni in cui naviga con sublime abilità e con ferreo controllo sulle strutture di potere (diverse indicazioni sui passi inappropriati compiuti dal governo spagnolo sono pubblicate da tempo in questo sito, v. per esempio https://www.frontiere.online/alcune-notizie-dalla-spagna-di-cui-poco-si-sente-qui-da-noi/ ).

2 Il concetto di “popolo” è quello di masse manipolabili contro la Costituzione democratica attuale: si tratta di un costrutto (quello di “popolo”) “che viene posto al di sopra del parlamento e delle sue decisioni. Pedro Sánchez stesso ha instaurato negli anni un governo basato sull’emanazione di decreti, arrivando persino a utilizzare la Deputazione Permanente del Congresso per approvare ciò che il Parlamento gli ha negato. Vengono poi impiegati gruppi capaci di ‘fare rumore’ per dare un notevole supporto mediatico… E vengono orchestrati attacchi sotto falsa bandiera affinché questo ‘popolo’ artificiale percepisca una minaccia da parte degli ‘altri’.” La Deputazione Permanente del Congresso in Spagna è costituta per esercitare le funzioni del parlamento quando questo si trova in periodo di chiusura. (È curioso osservare come il governo spagnolo si comporti ben peggio di quello italiano, eppure qui da noi l’opposizione non esita a dare, al primo stormir di fronde, del fascista al nostro governo, mentre allo stesso tempo elogia come esempio mirabile quello iberico).

Il tema della casa è quello che ha scatenato le maggiori proteste recenti, e Sanchez s’è impegnato a cavalcarle. Ma, nota Solidaridad.net, “All’inizio del suo mandato, Pedro Sánchez promise che non ci sarebbero stati più sfratti. Da quando si è insediato, ne sono stati effettuati 265.000. E questo senza contare le 184.000 case che Sánchez aveva promesso. Dove sono finite? Secondo un ex ministro del PSOE, il Ministero dell’Edilizia abitativa sembra uscito da un film di Harry Potter, dove le case appaiono e scompaiono con un colpo di bacchetta magica”, in altri termini, appaiono sulla carta ma non esistono davvero.

In condizioni di maretta, di forte disagio sociale (forte, per quanto Sánchez sia considerato dalla Sinistra nostrana il paradigma del buon governo capace di rendere importanti servizi per la stabilità e l’equanimità economica) si presenta la necessità di un leader capace di tranquillizzare le masse coagulando attorno a sé il consenso. In questo il capo di governo spagnolo ha un’abilità impareggiabile, e perché tale operazione funzioni è fondamentale che esista un nemico percepibile contro cui scagliarsi. E qui torna molto utile che siano risuscitati i fantasmi della Guerra Civile.

C’è una soluzione? La conclusione di Solidaridad.net è questa: “Dobbiamo impegnarci per costruire una vera comunità politica fondata sulla sacra dignità dell’essere umano. Una comunità che promuova lo sviluppo integrale e collettivo di ogni persona, dal concepimento alla morte naturale [ si noti qui la radicale distanza con la poliica del governo Sanchez che non solo promuove l’aborto ma nel 2021 ha anche approvato una legge favorevole all’eutanasia che sta mitendo ogni anno un numero maggiore di vittime – ndr ]. La ragione di ciò non può che essere il Bene Comune. La costruzione di questa comunità non può basarsi sul relativismo morale, bensì su una solida comprensione della verità sul bene umano. In caso contrario, prevarrà il potere fine a se stesso, distruggendo tutto ciò che incontra sul suo cammino”.

La soluzione del problema è di tornare alla politica di intese capaci di pacificare la comunità. Cioè di abolire il “guerracivilismo” risuscitato da Rodriguez Zapatero e perfezionato dal governo attuale.

Per dirla con le parole di Solidaridad.net: “È con lo spirito di formazione e consolidamento della Comunità, e non della sua disgregazione e polarizzazione, che possono cristallizzarsi i grandi accordi tra i partiti politici che mirano al bene comune nel medio e lungo termine”.

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