Il fair use è una dottrina legale che sancisce la possibilità di riutilizzare, in determinate circostanze, materiale protetto da copyright senza necessità di autorizzazioni da parte del titolare del copyright.
Negli Stati Uniti, un giudice analizza ogni caso specifico in base a una serie di principi per decidere se rientra nel fair use.
In ogni paese/area geografica trovano applicazione regole diverse sull’utilizzo del materiale senza l’autorizzazione del titolare del copyright. Ad esempio, negli Stati Uniti, materiali quali commenti, critiche, ricerche, lezioni o divulgazione di notizie potrebbero rientrare nella categoria del “fair use”.
In altri paesi vige un concetto simile, chiamato fair dealing, che funziona diversamente.
Cosa costituisce il fair use?
I tribunali statunitensi valutano il fair use attraverso quattro fattori principali:
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Fine e natura dell’uso
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Si considera se l’uso è trasformativo (“trasforma” l’opera originale aggiungendo nuovo significato o espressione) oppure meramente riproduttivo.
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L’uso commerciale è meno probabile venga considerato fair use, sebbene sia possibile monetizzare un contenuto rientrante nel fair use.
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Natura dell’opera protetta da copyright
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Le opere basate su fatti hanno maggiori probabilità di essere considerate per fair use rispetto alle opere di pura fantasia.
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Quantità e importanza della parte utilizzata
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Prestiti di piccole porzioni di un’opera hanno più probabilità di rientrare nel fair use.
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Anche piccole citazioni possono pesare molto, se costituiscono il “cuore” dell’opera originale.
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Effetto dell’uso sul mercato potenziale dell’opera
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Se l’uso danneggia il potenziale di guadagno del titolare del copyright, è meno probabile venga riconosciuto come fair use.
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I tribunali possono fare eccezioni, ad esempio nei casi di parodia.
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Risorse utili
I siti elencati sono a scopo informativo e non sono promossi da YouTube.
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Code of Best Practices in Fair Use for Online Video — Center for Media and Social Impact
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Spiegazione dettagliata dei quattro fattori — Digital Media Law Project
Quadro normativo in Italia
Art. 70 legge 22 aprile 1941, n. 633
1. Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per:
uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera;
fini di insegnamento o di ricerca scientifica, purché per finalità illustrative e non commerciali.
1‑bis. È consentita la libera pubblicazione in rete, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo se non a scopo di lucro. Con decreto ministeriale sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico.
2. Nelle antologie ad uso scolastico la riproduzione non può superare la misura determinata dal regolamento, che fissa anche l’equo compenso.
3. Sempre obbligatoria la menzione di titolo, autore, editore e, se presente, traduttore.
Pubblico dominio delle fotografie
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Fotografie prive di carattere creativo e riproduzioni di opere dell’arte figurativa: diventano di pubblico dominio 20 anni dopo la produzione ([art. 92, L. 633/1941]).
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Fotografie creative: entrano in pubblico dominio 70 anni dopo la morte dell’autore ([art. 2, n. 7 e art. 32‑bis]).
Pratiche commerciali scorrette: Provvedimento AGCM PS12170
Contesto
In seguito a segnalazione di una micro‑impresa italiana, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato il procedimento PS12170 (22 novembre 2021) contro:
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Avv. Robert Fechner (foro di Berlino)
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Photoclaim Sp. z o.o. (Varsavia)
per l’invio massivo di richieste di risarcimento standardizzate e aggressive in caso di presunte violazioni di diritti d’autore su fotografie.
Temi principali del provvedimento
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Diffusione della pratica
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Anche un singolo destinatario può bastare per configurare illecito; non serve reiterazione.
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Pressione sulla micro‑impresa
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Lettere “perentorie” prive di prova di titolarità e senza mandati formali.
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Proposta transattiva con clausole onerose (penali elevate, giurisdizione tedesca, tariffe MFM).
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Onere della prova
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Attribuito alle parti fin dal 12 aprile 2022: nessuna documentazione prodotta se non per il caso segnalante.
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Valutazione di correttezza
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Richieste sproporzionate, non basate su criteri oggettivi (tipo di fotografia, uso economico, profitti).
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Conclusioni e sanzioni
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Pratica commerciale scorretta in violazione degli artt. 20, 24 e 25 del Codice del Consumo.
