In Spagna José Luis Ábalos, ex ministro nei Governi Sanchez I e II dal 2028 al 2022 nonché ex alto dirigente del PSOE, e Koldo García, che di Ábalos è stato autista e guardia del corpo prima, per divenire poi suo segretario tuttofare e consigliere nel di lui ministero (dei Trasporti), il 27 novembre sono entrati in prigione preventiva per corruzione. Il loro caso si trascina da anni orami, essendo sortito da un’indagine compiuta sui traffici economici conditi da appropriazioni indebite legate al commercio di mascherine antivirus al tempo del fiorire della Covid 2019.
Si tratta sinora del più duro colpo subito dalla vasta trama corruttiva legata al governo socialista di Pedro Sanchez, ma segue di pochi giorni un altro colpo di natura non dissimile: giovedì 20 novembre Álvaro García Ortiz, il Fiscal General del Estado (Procuratore generale dello Stato, cioè, colui che dirige a livello nazionale l’attività delle Procure, un incarico che in Spagna ha carattere politico essendo di nomina governativa) è stato condannato dal Tribunal Supremo a due anni di sospensione dalle cariche pubbliche e a una multa di 7200 euro per aver fatto filtrare alla stampa informazioni riservate relative a un processo avverso a Alberto González Amador, compagno della presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso. García Ortiz dovrà anche versare a González Amador un indennizzo di 10 mila euro. La filtrazione alla stampa delle accuse di frode fiscale, per le quali viene processato González Amador, è stata funzionale alla campagna di carattere diffamatorio che il governo socialista muove alla Díaz Ayuso, essendo questa l’esponente di maggior spicco del Partido Popular, il principale partito di opposizione al governo socialista. Quanto sta avvenendo in questi giorni costituisce un passo ulteriore nello scontro tra l’attuale governo socialista e coloro che lo considerano come una specie di congrega golpista.
In questo nostro sito in varie occasioni abbiamo proposto analisi sull’attuale ondata di scandali riguardanti il governo spagnolo di Pedro Sanchez nonché della relativa lotta ai lunghi coltelli tra questo e le opposizioni: le trovate a questo link https://www.frontiere.online/sanchismo-al-capolinea/ .
Purtroppo rarissimamente in Italia si parla della Spagna e ancor più raramente lo si fa con cognizione di causa, perché viene sempre interpretata con occhi italiani: piuttosto provinciali. Ha una lingua che appare molto simile all’italiano, ma in realtà è molto diversa nelle sfumature semantiche e nella pluralità di “falsi amici” e lo stesso avviene nella politica: ci sono partiti che appartengono agli stessi gruppi sul piano europeo, e seguono politiche simili, ma non sono le “stesse” politiche, e possono divergere anche parecchio, come diverse sono le origini e le storie di questi partiti.
Qui ogni tanto cerchiamo di analizzare le dinamiche che muovono il paese iberico secondo le caratteristiche sue proprie, frutto di quel ch’è stato il più grande impero esistente al mondo, animato da una fede cattolica che lo ha differenziato, e di molto, da quell’impero britannico da cui è stato progressivamente sostituito a partire dal secolo XVII, essendo quest’ultimo a sua volta mosso da un’ideologia tendenzialmente anticattolica, in un intreccio tra religione e potere imperiale di cui bisognerebbe aver chiari i contorni per comprendere quanto avviene oggi. Perché anche se le religioni appaiono come qualcosa di relegato in un passato remoto, in realtà hanno conformato modi di pensare e di comportarsi che persistono nel tempo. Ne riparleremo.
Per ora confidiamo che i nostri lettori vogliano considerare seriamente questo semplice fatto: la Spagna non è un paesuccolo relegato in un angolo secondario del continente. Ha una dignità sua propria, ed è diversa da come sembra se la si guarda con gli occhiali del provincialismo. E presenta novità quali quelle su riferite che meritano una certa attenzione, perché puntano in una direzione non di secondaria importanza. Per dire: quel che l’opposizone spagnola paventa è che regimi quali quello di Maduro in Venezuela possano attecchire anche sul suolo europeo. Certamente c’è molta propaganda in tutto questo, ma ci sono anche molti legami diretti, personali, politici ed economici.

